Pellegrinaggi a Napoli e Pompei

Viaggi organizzati in treno, partenze da tutta Italia e assistenza completa.

Treno
3 giorni
Da tutta Italia
Da €642
Trasporto in treno
Sistemazione in hotel
Mezza pensione
Assicurazione medico‑bagaglio
Organizzazione per tutto il viaggio
Guida spirituale

Tutto quello che è compreso nella quota

Nessuna sorpresa al momento della prenotazione, nessuna sorpresa in viaggio.

Cosa include la quota

  • Trasporto in treno

    Treno di linea, due bagagli a persona sempre inclusi.

  • Hotel in zona Santuario

    Strutture selezionate, situate in zone strategiche. Biancheria inclusa, asciugamani cambiati ogni giorno.

  • Mezza pensione

    Colazione e cena in hotel, con menu variato e attenzione vera alla cucina di ristoro per chi cammina molto durante il giorno. Per celiaci, vegetariani e diete mediche basta segnalarcelo in prenotazione: l'hotel viene avvisato in anticipo, e ci pensiamo noi.

  • Assicurazione medico‑bagaglio

    Copertura delle spese mediche, rimborso in caso di bagaglio smarrito o danneggiato, assistenza h24 in italiano. Non è un’aggiunta opzionale: è inclusa per ogni pellegrino, perché un imprevisto in viaggio non deve mai diventare un secondo problema.

  • Guida spirituale

    Una delle nostre guide esperte accompagna ogni partenza. Non sei mai solo, e non sei mai gestito come numero.

Cosa non è incluso

  • Quota di iscrizione di €37 / persona

    Una sola volta, a persona. Copre le pratiche amministrative, le spese di gestione e la documentazione del viaggio. Non è una commissione nascosta: è una voce trasparente che mostriamo separata affinché tu veda esattamente di cosa si tratta.

  • Supplemento camera singola di €37 / notte

    Opzionale, per chi preferisce una stanza tutta per sé. Si aggiunge in fase di prenotazione. Chi non la richiede condivide la camera con un altro pellegrino dello stesso sesso — è una scelta sobria che contiene il costo del viaggio, e che spesso diventa l’occasione per conoscere qualcuno con cui poi resterai in contatto.

  • Tassa di soggiorno

    Imposta comunale a notte a persona, da pagare direttamente all’hotel. È una tassa locale obbligatoria, non una nostra commissione: noi non la incassiamo, ma siamo trasparenti sul fatto che esista.

Programma del pellegrinaggio a Napoli e Pompei

Le tappe principali che vivrai durante il viaggio.

La Chiesa di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes - Don Dolindo Ruotolo

«A Don Dolindo si bussa con tre colpi sul marmo. Lo dico al gruppo all'ingresso, ma non spiego perché. Lo capiscono da soli quando vedono gli altri farlo. È una di quelle cose che a Napoli non si insegnano, si imparano.»

Antonio, guida spirituale

Chiesa barocca del XVII secolo nel rione Avvocata, in via Salvatore Tommasi, a pochi passi dal Museo Archeologico Nazionale.

Progettata da Cosimo Fanzago con pianta a croce greca, custodisce una suggestiva riproduzione della Grotta di Lourdes, tappezzata di ex voto in marmo.

Qui riposa il Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, vissuto tra il 1882 e il 1970, il sacerdote napoletano che Padre Pio chiamava "santo" e che nel 1965 predisse l'elezione di Karol Wojtyla a Pontefice, tredici anni prima che avvenisse.

È invalso il costume tra i pellegrini di bussare per tre volte sul marmo della sua tomba, in nome della SS. Trinità, secondo la promessa stessa del sacerdote: "Venite a bussare, io vi risponderò".

Sono previste visita guidata e momento di preghiera.

Il Santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe - Quartieri Spagnoli

«Nei Quartieri Spagnoli si entra piano. Davanti alla casa di Santa Maria Francesca abbasso sempre la voce. Non per rispetto religioso, è per rispetto del posto. Sono tre stanze in tutto, e dentro c'è una città intera.»

Eleonora, guida spirituale

Piccolo santuario ricavato dalla casa dove visse gli ultimi 38 anni della sua vita Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, vissuta tra il 1715 e il 1791.

Fu la prima santa napoletana e meridionale nella storia della Chiesa ed è compatrona di Napoli con San Gennaro dal 1901.

Il santuario si trova in vico Tre Re a Toledo, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. La Santa fu stigmatizzata: ogni venerdì e durante tutta la Quaresima sentiva i dolori della Passione di Cristo.

La casa-santuario custodisce la celebre "sedia della fertilità", la poltrona su cui la Santa si riposava dai dolori, oggi meta di pellegrinaggio per le donne che desiderano diventare madri.

Le pareti sono ricoperte di fiocchi rosa e azzurri lasciati come ex voto.

Sono previste visita guidata e momento di preghiera.

La Chiesa del Gesù Nuovo e la Cappella di San Giuseppe Moscati

«Davanti all'urna di Moscati il gruppo si ferma sempre più a lungo del previsto. È quasi sempre così con i medici santi: la gente sente che sono dei nostri.»

Mara, guida spirituale

Tra le più importanti chiese barocche di Napoli, si trova in piazza del Gesù Nuovo, di fronte alla Basilica di Santa Chiara.

È caratteristica la facciata in bugnato a punta di diamante, unica nel suo genere. All'interno custodisce un patrimonio straordinario di pittura napoletana del Seicento e Settecento, con opere di Stanzione, Luca Giordano, Solimena e Pietro Bernini.

Nella seconda cappella di sinistra, la Cappella della Visitazione, riposano in un'urna di bronzo le spoglie di San Giuseppe Moscati, vissuto tra il 1880 e il 1927, il "medico dei poveri" canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1987.

Accanto, le Sale Moscati custodiscono fedelmente ricostruiti lo studio medico e la camera da letto del Santo, con i suoi strumenti, gli abiti e le fotografie d'epoca.

È esposta anche la bomba inesplosa caduta sulla navata centrale durante i bombardamenti del 4 agosto 1943.

La Basilica di Santa Chiara e il Chiostro Maiolicato

«Nel Chiostro di Santa Chiara non parlo per i primi cinque minuti. È una regola che mi sono data. Lascio che il gruppo si guardi intorno. Le maioliche raccontano da sole, non hanno bisogno di me.»

Samuele, guida spirituale

La Basilica di Santa Chiara è la più grande basilica gotico-angioina di Napoli. Fu voluta da Roberto d'Angiò e Sancia di Maiorca tra il 1310 e il 1328, lungo Spaccanapoli.

Custode della spiritualità francescana napoletana, ospita le tombe reali angioine. Dopo i bombardamenti del 1943, fu restaurata riportandola alle forme gotiche originarie.

Adiacente alla basilica si trova il celebre Chiostro Maiolicato delle Clarisse, capolavoro di Domenico Antonio Vaccaro, realizzato tra il 1739 e il 1742.

Il chiostro conta 64 pilastri ottagonali rivestiti di "riggiole" maiolicate dei maestri Donato e Giuseppe Massa, con scene di vita quotidiana napoletana del Settecento.

Fu definito da Benedetto Croce una delle più alte espressioni artistiche d'Italia.

La visita comprende basilica e chiostro.

La Cappella Sansevero e il Cristo Velato

«Davanti al Cristo Velato non c'è guida che tenga. Mi metto in disparte e lascio fare al marmo. Quando il gruppo si gira a cercarmi, di solito ha gli occhi diversi da quando è entrato.»

Giovanna, guida spirituale

Cappella gentilizia della famiglia dei principi di Sansevero, oggi museo, a pochi passi da piazza San Domenico Maggiore.

Fu voluta nella sua forma attuale dal principe Raimondo di Sangro, vissuto tra il 1710 e il 1771, alchimista, scienziato e collezionista, che ne fece uno dei luoghi più enigmatici della città.

Al centro della navata si trova il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, realizzato nel 1753, una delle sculture più celebri al mondo: Cristo morto disteso, ricoperto da un sudario di marmo trasparente scolpito da un unico blocco di pietra.

Antonio Canova dichiarò che avrebbe dato dieci anni della propria vita per averlo scolpito.

Nella Cappella si trovano anche la Pudicizia di Antonio Corradini, il Disinganno di Francesco Queirolo e, nella cavea sotterranea, le inquietanti Macchine Anatomiche.

La visita guidata dura circa un'ora. L'ingresso è a pagamento e la prenotazione è consigliata.

Il Duomo di Napoli e la Cappella del Tesoro di San Gennaro

«La prima volta che siamo entrati nella Cappella del Tesoro, con Annalisa, ci siamo accorti di una cosa: i napoletani non guardano l'altare come si guarda un altare. Lo guardano come si guarda un parente. Da allora, prima di entrare, lo dico sempre al gruppo.»

Antonio, guida spirituale

La Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta, conosciuta da tutti come "il Duomo", è la sede dell'Arcidiocesi di Napoli.

All'interno è inglobata la Basilica di Santa Restituta, la più antica chiesa paleocristiana di Napoli, risalente al IV secolo, con l'attiguo Battistero di San Giovanni in Fonte, fatto costruire secondo la tradizione dall'imperatore Costantino.

Sul lato destro si apre la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, costruita tra il 1608 e il 1646 in seguito al voto fatto dai napoletani al loro patrono durante la pestilenza del 1526-1529.

La cappella custodisce il busto-reliquiario d'argento dorato di San Gennaro, capolavoro angioino del 1304, e le due ampolle del sangue del santo, decapitato a Pozzuoli nel 305 d.C.

Il celebre "miracolo della liquefazione" si rinnova tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre, anniversario del martirio, e il 16 dicembre.

Sono previste visita guidata e sosta in preghiera nella Cappella del Tesoro.

Il Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei

«A Pompei la Supplica si recita due volte l'anno, ma chi viene fuori dalle date sente lo stesso qualcosa. Lo dico sempre al gruppo: il silenzio del Santuario nei giorni feriali è più eloquente del giorno della folla.»

Eleonora, guida spirituale

Basilica pontificia in piazza Bartolo Longo, a Pompei, a circa 25 km a sud-est di Napoli.

È uno dei santuari mariani più visitati d'Italia, con oltre due milioni di pellegrini all'anno.

Fu fondato dall'avvocato pugliese Bartolo Longo, vissuto tra il 1841 e il 1926, proclamato santo da Papa Leone XIV il 19 ottobre 2025, insieme alla moglie, la contessa Marianna De Fusco.

Custodisce il miracoloso Quadro della Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, arrivato a Pompei il 13 novembre 1875, trasportato secondo la tradizione su un carro di letame.

La facciata, inaugurata nel 1901 da Leone XIII, è il primo monumento al mondo dedicato alla pace universale. Il campanile, alto 80 metri, è visitabile.

Nella cripta riposano le spoglie di San Bartolo Longo.

Due volte l'anno, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre, si recita la solenne Supplica alla Madonna del Rosario, scritta dallo stesso Longo nel 1883.

Sono previsti Santa Messa e momento di preghiera. È possibile abbinare la visita agli scavi archeologici di Pompei, a 10 minuti a piedi dal Santuario.

Il momento

Il Sangue di San Gennaro

Tre volte l’anno, da oltre seicento anni, due ampolle che contengono quello che la tradizione ritiene essere il sangue di San Gennaro vengono esposte sull’altare maggiore del Duomo. La folla riempie ogni angolo della cattedrale. In prima fila ci sono le parenti, anziane napoletane che secondo la tradizione discendono dalla nutrice del santo. Cantano, pregano, invocano. L’arcivescovo capovolge la teca. E si aspetta. Quando il sangue si scioglie, Napoli intera respira. Quando non si scioglie, Napoli intera trattiene il fiato. Non è un miracolo riconosciuto formalmente. La Chiesa lo chiama prodigio. Ma è il momento in cui una città di un milione di persone, per qualche secondo, fa la stessa cosa contemporaneamente.

Partenze dai principali punti

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Dove alloggerai a Napoli e Pompei

Gli hotel che abbiamo selezionato per il tuo pellegrinaggio a Napoli e Pompei.

Perché Napoli e Pompei

Un luogo dove si va una volta e si torna per sempre

Napoli e Pompei Il Vesuvio che veglia dall'alto San Gennaro che protegge il suo popolo

Pochi luoghi al mondo intrecciano fede e vita quotidiana come Napoli.

Qui la spiritualità non è un’esperienza separata. È dentro le chiese barocche, nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, nella tomba di un sacerdote nascosta dietro un portale anonimo, nel prodigio del sangue che si scioglie tre volte l’anno davanti a una città intera.

Un pellegrinaggio nel cuore di una devozione popolare unica al mondo, sui passi di sette santi e beati che hanno reso Napoli una delle capitali spirituali più dense d’Europa.

Dal patrono San Gennaro a Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, dal medico dei poveri San Giuseppe Moscati a Don Dolindo Ruotolo.

Il viaggio si chiude a Pompei, al Pontificio Santuario della Beata Vergine del Rosario fondato da San Bartolo Longo, proclamato santo da Papa Leone XIV nel 2025, meta di oltre due milioni di pellegrini all’anno.

Le nostre guide per Napoli e Pompei

Persone vere. Non attori, non nomi di fantasia. Una di loro accompagna ogni partenza Bianco Viaggi, dal ritrovo al ritorno a casa.

Eleonora

Gli occhi pieni di amore dei miei pellegrini sono l'essenza di questa missione.

Giovanna

Come Bernadette, depositare il cuore ai piedi della Grotta. Far sì che le preghiere salgano al cielo come il fumo delle candele.

Samuele

È lo Spirito Santo a toccare il cuore di ogni pellegrino.

Le tre regole che non rompiamo mai

Sono le tre cose su cui non abbiamo mai ceduto.

01

Non andiamo dove non siamo già stati

Ogni destinazione del nostro catalogo nasce da un viaggio che abbiamo fatto noi in prima persona. Ogni santuario, ogni hotel, ogni guida è scelto perché ci siamo passati. A Napoli camminiamo nei vicoli che pochi conoscono. Sappiamo dove riposa Don Dolindo, dove curava i poveri San Giuseppe Moscati, e l'ora in cui davanti alla Cappella del Tesoro si scioglie il sangue di San Gennaro. Sappiamo cosa proviamo a vendere, perché lo abbiamo vissuto prima.

02

Non vendiamo miracoli

Bianco Viaggi accompagna pellegrini, non promette grazie. Quello che succede a Napoli succede tra te e San Gennaro e i santi napoletani. Quello che facciamo noi è togliere ogni ostacolo perché tu possa essere lì, davvero presente, con la mente libera.

03

La nostra parte non finisce quando hai prenotato

Nelle settimane prima della partenza ti arriva tutto: documento di viaggio dettagliato, orari precisi, contatto della guida, materiale informativo, lista delle cose da portare. Tu pensi a partire. Al resto pensiamo noi.

Domande frequenti su Napoli e Pompei

Tutto quello che ti serve sapere su Napoli e Pompei.

Dove si trova la tomba di Don Dolindo a Napoli?
La salma di Don Dolindo Ruotolo è venerata nella cappella del Rifugio, la casa religiosa che lui stesso fondò a Napoli. È il luogo dove visse gli ultimi decenni della sua vita e dove si possono raccogliere in preghiera i devoti che giungono da tutta Italia. La cappella è aperta ai pellegrini e rappresenta il cuore della devozione a Don Dolindo.
Come si arriva a Napoli in pellegrinaggio?
Nei nostri pellegrinaggi il trasporto è sempre incluso nella quota e il percorso è curato dall’organizzazione. Per chi viaggia in autonomia, Napoli è raggiungibile in aereo su Napoli Capodichino (NAP), in treno da tutta Italia (Napoli Centrale è il nodo principale, con l’Alta Velocità da Roma in circa 70 minuti), in pullman con partenze da molte città. Il Santuario di Pompei è a circa 25 km da Napoli, raggiungibile in treno Circumvesuviana in 35 minuti.
Qual è l’aeroporto più vicino a Napoli?
L’aeroporto è il Napoli Capodichino (NAP), a soli 6 km dal centro della città, raggiungibile in taxi o con l’Alibus in circa 20 minuti. Ha voli diretti dall’Italia e dai principali aeroporti europei. Nei nostri pellegrinaggi il transfer dall’aeroporto alla struttura è sempre organizzato e incluso.
Chi era Don Dolindo Ruotolo?
Don Dolindo Ruotolo nacque il 6 ottobre 1882 a Napoli e morì il 19 novembre 1970, sempre a Napoli, all’età di 88 anni. Sacerdote diocesano napoletano, è noto in tutto il mondo per la sua vita mistica, per il dono della direzione spirituale e soprattutto per la Novena dell’Abbandono. Fu uno scrittore spirituale prolifico e un direttore di anime cercato da migliaia di persone. La causa di beatificazione è stata aperta dalla Diocesi di Napoli il 17 novembre 2011: è attualmente Servo di Dio.
Cos’è la Novena dell’Abbandono di Don Dolindo?
La Novena dell’Abbandono è una preghiera di nove giorni dettata da Gesù a Don Dolindo, incentrata su un atto radicale di fiducia: abbandonare ogni preoccupazione nelle mani di Dio. La frase chiave, ripetuta dieci volte per ogni giorno, è: “O Gesù, mi abbandono a Te, pensaci Tu.” È una delle novene più diffuse al mondo negli ultimi decenni, tradotta in decine di lingue. Don Dolindo la descriveva come il modo più diretto per trovare pace anche nelle situazioni più disperate.
Che rapporto aveva Don Dolindo con Padre Pio?
Don Dolindo e Padre Pio da Pietrelcina si conobbero e si stimarono profondamente. Padre Pio era solito riferirsi a Don Dolindo come a un sacerdote santo, e i due condividevano la stessa spiritualità di abbandono e di amore alla Croce. Entrambi vissero periodi di incomprensione e sofferenza all’interno della Chiesa, e in entrambi i casi la riabilitazione e il riconoscimento arrivarono in età avanzata. Il pellegrinaggio che unisce Napoli e San Giovanni Rotondo è per molti devoti un percorso naturale.
Don Dolindo è stato beatificato o canonizzato?
No, al momento Don Dolindo Ruotolo non è ancora stato beatificato. È attualmente riconosciuto come Servo di Dio: la causa di beatificazione è stata aperta ufficialmente il 17 novembre 2011 dalla Diocesi di Napoli. Il processo diocesano raccoglie testimonianze sulla sua vita virtuosa e sui presunti miracoli. La devozione popolare nei suoi confronti è intensa e in continua crescita in Italia e nel mondo.
Dove si trova il Santuario della Madonna del Rosario di Pompei?
La Basilica di Nostra Signora del Rosario di Pompei si trova nella città di Pompei (provincia di Napoli), distinta dall’antica Pompei romana, a circa 25 km da Napoli. È raggiungibile in treno con la Circumvesuviana (fermata “Pompei Santuario”) in circa 35 minuti da Napoli. Il santuario è una delle mete mariane più visitate d’Italia, con milioni di pellegrini ogni anno.
Cos’è la Supplica alla Madonna di Pompei?
La Supplica è una preghiera solenne composta da Bartolo Longo nel 1883 e recitata ogni anno in due occasioni solenni: la prima domenica di maggio e la prima domenica di ottobre. Viene pronunciata alle ore 12 contemporaneamente in tutto il mondo dai devoti della Madonna di Pompei. In questi giorni il santuario accoglie centinaia di migliaia di pellegrini. È considerata una delle preghiere mariane più potenti della tradizione cattolica italiana.
Chi era Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei?
Bartolo Longo nacque il 11 febbraio 1841 a Latiano (Brindisi). Dopo un periodo di allontanamento dalla fede e di coinvolgimento in pratiche spiritiste, si conveccò profondamente e si consacrò alla Madonna del Rosario. Nel 1875 portò a Pompei un’immagine della Madonna del Rosario e avviò la costruzione del santuario, che divenne nel giro di pochi anni uno dei più grandi d’Italia. È stato beatificato il 26 ottobre 1980 da Giovanni Paolo II.
Quanto costa un pellegrinaggio a Napoli e Pompei?
Dipende dalla città di partenza, dalla durata e dalla formula scelta. In questa pagina trovi subito le quote "da" e puoi richiedere un preventivo gratuito.
Napoli e Pompei è adatta a persone anziane?
Sì, ma dipende dalla formula scelta e dalle esigenze personali. In fase di preventivo è utile segnalare mobilità ridotta o necessità particolari.

I nostri pellegrinaggi organizzati a Napoli e Pompei partono dalle principali città italiane, tutto l’anno.

Le durate tipiche sono 3 giorni, con quote a partire da €642 a persona.

È possibile rateizzare il pagamento in quattro rate senza interessi, versando la prima rata all’iscrizione e le successive nei tre mesi seguenti.

Le quote comprendono trasporto, hotel, assicurazione medico-bagaglio, guida spirituale italiana, trasferimenti da e per l’aeroporto, due bagagli a persona.

Testimonianze su Napoli e Pompei

Marco, 58 anni, Varese Marco, 58 anni, Varese

La tomba di Don Dolindo è stata il centro del mio pellegrinaggio. “Gesù pensaci Tu”: l’ho ripetuto piano, lasciando finalmente andare una battaglia che combattevo da solo. Bianco Viaggi ci ha guidati con discrezione: tempi giusti, spiegazioni essenziali, soste vere. Il Cristo Velato mi ha trafitto, bellezza e dolore insieme. Napoli scorreva: vicoli, voci, profumo di pizza… ma dentro di me c’era silenzio. In cattedrale, davanti a San Gennaro, ho percepito una forza antica. A Pompei ho consegnato la mia famiglia alla Vergine del Rosario. Sono tornato a Varese con un passo nuovo: meno paura, più fiducia.

Giulia, 54 anni, Bergamo Giulia, 54 anni, Bergamo

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe: una cella piccola, eppure grande come un mondo. Ho chiesto pace per la mia casa. Poi San Giuseppe Moscati, medico e santo: ho pensato ai colleghi e ho capito che la mia professione può diventare offerta. Bianco Viaggi ci ha accompagnati senza fretta, con attenzione vera. Il mare di Napoli, il Vesuvio, i Quartieri Spagnoli… tutto vivo. Il Cristo Velato mi ha fatto piangere in silenzio; in cattedrale ho affidato un’amicizia ferita. A Pompei, la supplica semplice davanti all’icona di Bartolo Longo. Da quel giorno ho ripreso a pregare prima di iniziare il turno.

Salvatore, 67 anni, Domodossola Salvatore, 67 anni, Domodossola

Sono sceso dal treno con mille pensieri. Incontrare la città così, con un accompagnatore che ti aspetta e ti guida, è stato come respirare. Don Dolindo, Moscati, San Gennaro: non “tappe”, ma incontri reali. Bianco Viaggi ci ha lasciato il tempo per ascoltare, guardare, sostare. Il Cristo Velato mi ha fatto capire che la sofferenza non è l’ultima parola. Nei Quartieri Spagnoli ho visto dignità e speranza. A Pompei ho ringraziato: la fede dei semplici mi ha scosso. Sono ripartito con più gratitudine e con la decisione di servire di più la mia parrocchia.

Daniela, 60 anni, Milano Daniela, 60 anni, Milano

Il profumo della pizza, la mozzarella condivisa al volo, una risata con chi non conoscevo prima… Napoli mi ha abbracciata. Ma il cuore si è fermato davanti a Don Dolindo: ho consegnato l’ansia che mi accompagna da anni. Al Cristo Velato ho percepito che Dio entra nelle ferite. La cattedrale e San Gennaro: quel senso di appartenenza che non è folklore. Bianco Viaggi ha rispettato il ritmo di tutti, senza affanni. A Pompei, sotto lo sguardo della Vergine del Rosario, ho sentito che il mio cammino non è più in salita da sola.

Alberto, 72 anni, Torino Alberto, 72 anni, Torino

Napoli mi ha ricordato che la fede è carne e storia. Le reliquie di San Gennaro, l’esempio di Moscati, il volto di Cristo nel marmo del Sansevero: tutto parlava chiaro. Bianco Viaggi ha curato bene i passaggi, dall’accoglienza in stazione ai momenti di silenzio. Sul lungomare ho pregato camminando, guardando il Vesuvio. A Pompei ho chiesto la grazia di ricominciare nella preghiera con mia moglie. Non ho avuto segni speciali, ma una pace ostinata. E questo, per me, è già un miracolo.

Chiara, 50 anni, Monza Chiara, 50 anni, Monza

Arrivata in stazione agitata, l’accompagnatore di Bianco Viaggi era già al binario: si parte senza fretta. Da Don Dolindo ho sussurrato “Gesù, pensaci Tu”. La cella di Santa Maria Francesca mi ha fatto sentire accolta; con San Giuseppe Moscati ho rivisto il mio lavoro come servizio. In cattedrale, davanti a San Gennaro, mi sono sentita parte della Chiesa. Il Cristo Velato mi ha lasciata in silenzio. Tra vicoli e mare, col Vesuvio sullo sfondo, è nata una pace nuova. A Pompei ho pregato con fiducia. Organizzazione discreta: un cammino accompagnato, senza corse. Torno a Monza con due decisioni semplici: dieci minuti di preghiera al giorno e una telefonata in più.

Ora per Napoli e Pompei tocca a te

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Al resto pensiamo noi.

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— Riccardo & Annalisa