Si parte dal nord, da Milano.
Il paesaggio cambia lentamente.
Anche il ritmo. Il pellegrinaggio comincia prima di arrivare.
Il treno accompagna l’ingresso nel cammino.
Il tempo si distende, lo sguardo si apre.
Si arriva a Napoli senza fretta,
che ti accoglie con il suo volto autentico,
fatto di contrasti, bellezza e umanità viva.
Pompei raccoglierà poi tutto e lo consegna a Maria.
Le giornate sono pensate per stare nei luoghi,
non per accumularli.
Si cammina nella città,
si entra in chiese e santuari,
si intrecciano storie di santità e figure eroiche,
Don Dolindo, San Gennaro, San Giuseppe Moscati, Santa Francesca Maria delle Cinque Piaghe, San Bartolo Longo.
Si alternano momenti condivisi e spazi personali.
Non c’è corsa.
Non c’è pressione.
Pompei arriva come una sosta diversa,
più raccolta, più silenziosa.
Un tempo per affidare, consegnare, fermarsi.
Il rientro chiude il viaggio,
ma lascia aperto il cammino.
Chiesa barocca del XVII secolo nel rione Avvocata, in via Salvatore Tommasi, a pochi passi dal Museo Archeologico Nazionale.
Progettata da Cosimo Fanzago con pianta a croce greca, custodisce una suggestiva riproduzione della Grotta di Lourdes, tappezzata di ex voto in marmo.
Qui riposa il Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, vissuto tra il 1882 e il 1970, il sacerdote napoletano che Padre Pio chiamava "santo" e che nel 1965 predisse l'elezione di Karol Wojtyla a Pontefice, tredici anni prima che avvenisse.
È invalso il costume tra i pellegrini di bussare per tre volte sul marmo della sua tomba, in nome della SS. Trinità, secondo la promessa stessa del sacerdote: "Venite a bussare, io vi risponderò".
Sono previste visita guidata e momento di preghiera.
Piccolo santuario ricavato dalla casa dove visse gli ultimi 38 anni della sua vita Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, vissuta tra il 1715 e il 1791.
Fu la prima santa napoletana e meridionale nella storia della Chiesa ed è compatrona di Napoli con San Gennaro dal 1901.
Il santuario si trova in vico Tre Re a Toledo, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. La Santa fu stigmatizzata: ogni venerdì e durante tutta la Quaresima sentiva i dolori della Passione di Cristo.
La casa-santuario custodisce la celebre "sedia della fertilità", la poltrona su cui la Santa si riposava dai dolori, oggi meta di pellegrinaggio per le donne che desiderano diventare madri.
Le pareti sono ricoperte di fiocchi rosa e azzurri lasciati come ex voto.
Sono previste visita guidata e momento di preghiera.
Tra le più importanti chiese barocche di Napoli, si trova in piazza del Gesù Nuovo, di fronte alla Basilica di Santa Chiara.
È caratteristica la facciata in bugnato a punta di diamante, unica nel suo genere. All'interno custodisce un patrimonio straordinario di pittura napoletana del Seicento e Settecento, con opere di Stanzione, Luca Giordano, Solimena e Pietro Bernini.
Nella seconda cappella di sinistra, la Cappella della Visitazione, riposano in un'urna di bronzo le spoglie di San Giuseppe Moscati, vissuto tra il 1880 e il 1927, il "medico dei poveri" canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1987.
Accanto, le Sale Moscati custodiscono fedelmente ricostruiti lo studio medico e la camera da letto del Santo, con i suoi strumenti, gli abiti e le fotografie d'epoca.
È esposta anche la bomba inesplosa caduta sulla navata centrale durante i bombardamenti del 4 agosto 1943.
La Basilica di Santa Chiara è la più grande basilica gotico-angioina di Napoli. Fu voluta da Roberto d'Angiò e Sancia di Maiorca tra il 1310 e il 1328, lungo Spaccanapoli.
Custode della spiritualità francescana napoletana, ospita le tombe reali angioine. Dopo i bombardamenti del 1943, fu restaurata riportandola alle forme gotiche originarie.
Adiacente alla basilica si trova il celebre Chiostro Maiolicato delle Clarisse, capolavoro di Domenico Antonio Vaccaro, realizzato tra il 1739 e il 1742.
Il chiostro conta 64 pilastri ottagonali rivestiti di "riggiole" maiolicate dei maestri Donato e Giuseppe Massa, con scene di vita quotidiana napoletana del Settecento.
Fu definito da Benedetto Croce una delle più alte espressioni artistiche d'Italia.
La visita comprende basilica e chiostro.
Cappella gentilizia della famiglia dei principi di Sansevero, oggi museo, a pochi passi da piazza San Domenico Maggiore.
Fu voluta nella sua forma attuale dal principe Raimondo di Sangro, vissuto tra il 1710 e il 1771, alchimista, scienziato e collezionista, che ne fece uno dei luoghi più enigmatici della città.
Al centro della navata si trova il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, realizzato nel 1753, una delle sculture più celebri al mondo: Cristo morto disteso, ricoperto da un sudario di marmo trasparente scolpito da un unico blocco di pietra.
Antonio Canova dichiarò che avrebbe dato dieci anni della propria vita per averlo scolpito.
Nella Cappella si trovano anche la Pudicizia di Antonio Corradini, il Disinganno di Francesco Queirolo e, nella cavea sotterranea, le inquietanti Macchine Anatomiche.
La visita guidata dura circa un'ora. L'ingresso è a pagamento e la prenotazione è consigliata.
La Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta, conosciuta da tutti come "il Duomo", è la sede dell'Arcidiocesi di Napoli.
All'interno è inglobata la Basilica di Santa Restituta, la più antica chiesa paleocristiana di Napoli, risalente al IV secolo, con l'attiguo Battistero di San Giovanni in Fonte, fatto costruire secondo la tradizione dall'imperatore Costantino.
Sul lato destro si apre la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, costruita tra il 1608 e il 1646 in seguito al voto fatto dai napoletani al loro patrono durante la pestilenza del 1526-1529.
La cappella custodisce il busto-reliquiario d'argento dorato di San Gennaro, capolavoro angioino del 1304, e le due ampolle del sangue del santo, decapitato a Pozzuoli nel 305 d.C.
Il celebre "miracolo della liquefazione" si rinnova tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre, anniversario del martirio, e il 16 dicembre.
Sono previste visita guidata e sosta in preghiera nella Cappella del Tesoro.
Basilica pontificia in piazza Bartolo Longo, a Pompei, a circa 25 km a sud-est di Napoli.
È uno dei santuari mariani più visitati d'Italia, con oltre due milioni di pellegrini all'anno.
Fu fondato dall'avvocato pugliese Bartolo Longo, vissuto tra il 1841 e il 1926, proclamato santo da Papa Leone XIV il 19 ottobre 2025, insieme alla moglie, la contessa Marianna De Fusco.
Custodisce il miracoloso Quadro della Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, arrivato a Pompei il 13 novembre 1875, trasportato secondo la tradizione su un carro di letame.
La facciata, inaugurata nel 1901 da Leone XIII, è il primo monumento al mondo dedicato alla pace universale. Il campanile, alto 80 metri, è visitabile.
Nella cripta riposano le spoglie di San Bartolo Longo.
Due volte l'anno, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre, si recita la solenne Supplica alla Madonna del Rosario, scritta dallo stesso Longo nel 1883.
Sono previsti Santa Messa e momento di preghiera. È possibile abbinare la visita agli scavi archeologici di Pompei, a 10 minuti a piedi dal Santuario.
Chi era Don Dolindo Ruotolo e perché si visita il luogo a lui legato?
Don Dolindo Ruotolo è stato un sacerdote napoletano conosciuto per una fede semplice e radicale, riassunta in una frase diventata celebre: “Gesù, pensaci Tu.”
Visitare la chiesa legata alla sua vita significa entrare in un luogo essenziale, dove molti si fermano per affidare pesi, decisioni e fatiche senza bisogno di spiegare troppo.
Chi era Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe?
Santa Maria Francesca è la prima santa napoletana.
Ha vissuto una santità nascosta, fatta di sofferenza, offerta e amore quotidiano.
Il santuario a lei dedicato è da sempre luogo di preghiera per le intenzioni familiari, per la maternità e per chi cerca una fede concreta, vissuta nella vita reale.
Perché si visita San Giuseppe Moscati?
San Giuseppe Moscati era un medico, immerso nel lavoro e nella città.
La sua testimonianza parla a chi vive responsabilità, professione, fragilità proprie o altrui.
La sosta presso la sua cappella è un momento per affidare il lavoro, la salute e il servizio agli altri.
Cosa rappresenta la sosta davanti al Cristo Velato?
La visita alla Cappella Sansevero non è pensata come una tappa artistica.
Davanti al Cristo Velato si fa silenzio.
È una sosta contemplativa, dove ciascuno è libero di restare quanto basta, senza spiegazioni, davanti al mistero del dolore redento e della speranza che nasce anche dalla prova.
Che ruolo ha il Duomo di Napoli nel pellegrinaggio?
Nel Duomo di Napoli sono custodite le reliquie di San Gennaro.
È un luogo dove la città, da secoli, affida la propria storia, le paure e le attese.
La visita permette di entrare in contatto con una fede popolare viva, concreta, mai astratta.
Come si svolge la giornata a Pompei?
Pompei è una tappa centrale e raccolta.
Si visita il Santuario della Beata Vergine del Rosario, con tempo dedicato alla preghiera personale.
Quando previsto, si partecipa alla Santa Messa e si vive un momento di affidamento mariano, senza fretta e senza schemi rigidi.
Chi era Bartolo Longo e perché Pompei è così importante?
Bartolo Longo è stato un uomo profondamente ferito, la cui vita è stata ricostruita attraverso la fede, la carità e il Rosario.
Pompei racconta che anche da situazioni complesse può nascere una vita nuova.
Per questo molti scelgono questo luogo per consegnare ciò che chiede di essere ricostruito.
Il Rosario è parte del pellegrinaggio?
Sì, il Rosario accompagna naturalmente il cammino, soprattutto a Pompei.
Viene proposto in modo semplice, senza obblighi, come gesto di affidamento e di ascolto.
Il pellegrinaggio prevede anche momenti di cammino nella città?Sì.
Napoli viene attraversata a piedi, tra chiese, vicoli e piazze,
perché anche il camminare fa parte dell’esperienza.
Non si corre, non si accumula.
È un pellegrinaggio molto “guidato”?
L’accompagnamento è presente e costante,
ma lascia spazio alla libertà personale.
Ci sono momenti condivisi e tempi in cui ciascuno può stare in silenzio o raccogliersi.
Dove avviene l’incontro con il gruppo?
L’incontro avviene direttamente alla stazione di Napoli,
dove l’accompagnatore accoglie il gruppo all’arrivo.
Come avvengono gli spostamenti a Napoli e Pompei?
Gli spostamenti sono tutti organizzati da noi. Non dovrai pensare a niente.
Il viaggio in treno è incluso?
Le modalità di inclusione del treno, orari e poi biglietti, binari e suggerimenti vengono indicate chiaramente per ogni partenza.
Anche in questo non sarai lasciato solo/a.
Quanto dura il viaggio in treno da Milano a Napoli?
Indicativamente 4 ore e 30 minuti–5 ore, con treni Alta Velocità.
I tempi possono variare in base al treno e agli operativi del periodo.








La tomba di Don Dolindo è stata il centro del mio pellegrinaggio. “Gesù pensaci Tu”: l’ho ripetuto piano, lasciando finalmente andare una battaglia che combattevo da solo. Bianco Viaggi ci ha guidati con discrezione: tempi giusti, spiegazioni essenziali, soste vere. Il Cristo Velato mi ha trafitto, bellezza e dolore insieme. Napoli scorreva: vicoli, voci, profumo di pizza… ma dentro di me c’era silenzio. In cattedrale, davanti a San Gennaro, ho percepito una forza antica. A Pompei ho consegnato la mia famiglia alla Vergine del Rosario. Sono tornato a Varese con un passo nuovo: meno paura, più fiducia.

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe: una cella piccola, eppure grande come un mondo. Ho chiesto pace per la mia casa. Poi San Giuseppe Moscati, medico e santo: ho pensato ai colleghi e ho capito che la mia professione può diventare offerta. Bianco Viaggi ci ha accompagnati senza fretta, con attenzione vera. Il mare di Napoli, il Vesuvio, i Quartieri Spagnoli… tutto vivo. Il Cristo Velato mi ha fatto piangere in silenzio; in cattedrale ho affidato un’amicizia ferita. A Pompei, la supplica semplice davanti all’icona di Bartolo Longo. Da quel giorno ho ripreso a pregare prima di iniziare il turno.

Sono sceso dal treno con mille pensieri. Incontrare la città così, con un accompagnatore che ti aspetta e ti guida, è stato come respirare. Don Dolindo, Moscati, San Gennaro: non “tappe”, ma incontri reali. Bianco Viaggi ci ha lasciato il tempo per ascoltare, guardare, sostare. Il Cristo Velato mi ha fatto capire che la sofferenza non è l’ultima parola. Nei Quartieri Spagnoli ho visto dignità e speranza. A Pompei ho ringraziato: la fede dei semplici mi ha scosso. Sono ripartito con più gratitudine e con la decisione di servire di più la mia parrocchia.

Il profumo della pizza, la mozzarella condivisa al volo, una risata con chi non conoscevo prima… Napoli mi ha abbracciata. Ma il cuore si è fermato davanti a Don Dolindo: ho consegnato l’ansia che mi accompagna da anni. Al Cristo Velato ho percepito che Dio entra nelle ferite. La cattedrale e San Gennaro: quel senso di appartenenza che non è folklore. Bianco Viaggi ha rispettato il ritmo di tutti, senza affanni. A Pompei, sotto lo sguardo della Vergine del Rosario, ho sentito che il mio cammino non è più in salita da sola.

Napoli mi ha ricordato che la fede è carne e storia. Le reliquie di San Gennaro, l’esempio di Moscati, il volto di Cristo nel marmo del Sansevero: tutto parlava chiaro. Bianco Viaggi ha curato bene i passaggi, dall’accoglienza in stazione ai momenti di silenzio. Sul lungomare ho pregato camminando, guardando il Vesuvio. A Pompei ho chiesto la grazia di ricominciare nella preghiera con mia moglie. Non ho avuto segni speciali, ma una pace ostinata. E questo, per me, è già un miracolo.

Arrivata in stazione agitata, l’accompagnatore di Bianco Viaggi era già al binario: si parte senza fretta. Da Don Dolindo ho sussurrato “Gesù, pensaci Tu”. La cella di Santa Maria Francesca mi ha fatto sentire accolta; con San Giuseppe Moscati ho rivisto il mio lavoro come servizio. In cattedrale, davanti a San Gennaro, mi sono sentita parte della Chiesa. Il Cristo Velato mi ha lasciata in silenzio. Tra vicoli e mare, col Vesuvio sullo sfondo, è nata una pace nuova. A Pompei ho pregato con fiducia. Organizzazione discreta: un cammino accompagnato, senza corse. Torno a Monza con due decisioni semplici: dieci minuti di preghiera al giorno e una telefonata in più.
Dipende. Se desideri iscriverti con largo anticipo per essere sicuro di riservarti il posto ti chiederemo alla conferma un acconto del 40%.
Se ti sei deciso all’ultimo minuto o comunque in prossimità della partenza (entro i trenta giorni prima) ti chiederemo di bonificare l’intera quota!
Puoi pagare comodatamente la quota con Carte di Credito o in rate con Scalapay.
La cifra che indichiamo sul sito comprende: il viaggio in Pullman/Aereo con voli li linea/Nave andata e ritorno con compagnie europee, bagagli illimitati per i viaggi in pullman e bagagli a mano inclusi dipendentemente dalle regole della compagnia, l’albergo generalmente 3* o 4* stelle scelti con cura secondo le esigenze di ogni destinazione, i pasti come specificato in ogni programma, la guida e l’accompagnamento, l’assicurazione medico sanitaria e assistenza no stop. Soltanto la quota di iscrizione e gestione pratica o gli eventuali supplementi facoltativi (posti speciali, polizze contro annullamento, camere singole, bagagli extra, escursioni...) non sono inclusi nella quota.
Già al momento della conferma troverai in mail ogni informazione utile per il viaggio.
Entro due giorni dalla partenza con l'ultimo documento ti rassicureremo e integreremo il numero della guida/accompagnatore/autista che ti servono la mattina/pomeriggio della partenza in caso di necessità. Ti indicheremo il nome e il numero di telefono dell'Hotel e ti riproporremo il programma e il luogo del ritrovo.
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Sarai guidato nella compilazione. Attenzione tutti i campi sono obbligatori. Sono informazioni che ci sono utili per il pellegrinaggio. Con pazienza compila ogni dettaglio. In questo modo non c’è nulla da stampare o da inviare via mail o fax! La via è semplice, ma il risultato è un contratto di viaggio, impegnativo e vincolante. Leggi prima bene le condizioni generali di viaggio. Confermerai tutto con un pagamento tramite bonifico, oppure con le carte di credito o altri sistemi accettati.
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