Dov'è il corpo della Madonna? Perché appare

Di: Riccardo

Aggiornato: 30 Luglio 2026
3 minuti
La statua della Madonna del Podbrdo a Medjugorje, tornata bianca e pulita contro il cielo, la sera del 28 luglio 2026
Indice

Perché i santi non appaiono e la Madonna sì

Oggi è l'Assunta.

E adesso ti dico una cosa che non ti dice nessuno, a Ferragosto.

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Tu lo sai dov'è il corpo di san Francesco? Ad Assisi. Nella cripta. Ci vai, ci preghi, lo tocchi quasi.

Il corpo di Padre Pio? A San Giovanni Rotondo. L'hai visto anche tu, magari. Dietro il vetro.

Il corpo di santa Rita? A Cascia. Bernadette? A Nevers, intatta, nella sua teca.

E il corpo della Madonna? Dov'è il corpo della Madonna?

Cercalo. Cerca la tomba della Madonna. Cerca la reliquia. Un osso, un frammento, un sepolcro con scritto "qui giace Maria di Nazaret".

Non c'è. Non esiste. In duemila anni di cristiani che conservavano tutto — chiodi, spine, brandelli di stoffa — della Madre di Dio non c'è un corpo da nessuna parte.

Perché il corpo non è rimasto qui.

È questo, il dogma di oggi. Detto difficile: "Maria assunta in Cielo in anima e corpo", Pio XII, primo novembre 1950. Detto come si dice in casa: la Madonna non è in nessun cimitero. È stata portata su. Tutta intera.


E adesso seguimi, che il bello arriva

Tu credi alle apparizioni. Sei stato a Lourdes, o a Medjugorje, o a Fatima. O ci vuoi andare — che è lo stesso, perché nessuno desidera un posto vuoto.

Ora fatti la domanda che non ti sei mai fatto:

come fa, ad apparire?

Apparire non è un pensiero. Non è "sentire una presenza". Apparire è prendersi la briga di scendere. Lasciare il Paradiso, venire giù, e stare.

E quando scende — a Medjugorje succede ancora oggi, stasera stessa — non arriva a mani vuote. Porta con sé un fazzoletto di Paradiso. Lo stende dove appare. E tutto quello che ci finisce dentro ne diventa parte: permeato, toccato, miracoloso. La collina, i sassi, la gente. Per questo da quei posti si torna diversi: perché ci sei stato dentro, nel fazzoletto. Polvere di Cielo — quella che ti si attacca addosso sul Podbrdo e a casa ce l'hai ancora.

E non è una presenza vaga, un chiarore, un profumo.

È una che si fa toccare.

Chiedilo ai veggenti di Medjugorje. La Madonna con loro non ha solo parlato: si è lasciata toccare. Li ha accarezzati — come fa una mamma, la mano sulla guancia. E una volta — questa te la devo raccontare — i veggenti le avevano preparato una torta. Per il suo compleanno. Una torta, alla Madonna.

E lei ne ha mangiato un pezzo.

Fermati su questa scena un momento. Lascia perdere i manuali.

Un fantasma non accarezza. Una visione non mangia la torta. Un'anima, per quanto santa, non ha mani per stringere né bocca per gustare. Chi mangia, ha un corpo. E chi ha un corpo in Cielo, in Cielo c'è stato portato — anima e corpo. È il dogma di oggi, dimostrato con una fetta di torta in un salotto dell'Erzegovina.

E poi c'è la bellezza.

I veggenti, tutti, in tutte le apparizioni della storia, dicono la stessa cosa: non esiste niente di paragonabile. Bernadette consumò gli occhi a cercarne una copia tra le statue — nessuna le somigliava. E noi questa bellezza la cantiamo da sempre, nelle nostre chiese, senza pensarci:

Bella tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle le più belle
non son belle al par di te...

L'hai cantata mille volte. Ma un'anima invisibile non è "bella qual sole": la bellezza ha bisogno di un volto, di occhi, di un sorriso — di un corpo. Quel canto che sai a memoria è un trattato di teologia dogmatica travestito da canzone. Lo cantavano le nostre nonne, e avevano capito tutto.

Ecco perché i santi non appaiono: sono anime che aspettano la risurrezione, come i nostri morti. Li veneri dove sono sepolti — Francesco ad Assisi, e lì lo trovi. La Madonna invece la trovi dove vuole lei. Perché lei un corpo ce l'ha. Adesso.

Gesù risorto e sua Madre assunta: gli unici due che possono venire di persona. Tutto il resto del Paradiso manda saluti. Loro due si presentano.


Tu sei la prova

Il primo novembre 1950 il Papa lo mise nero su bianco. Ma la Madonna — permettimi — lo aveva già dimostrato da un pezzo: nel 1858 a Lourdes, nel 1917 a Fatima. Il dogma in latino e l'acqua che sgorga dalla roccia dicono la stessa identica cosa. Uno la scrive. L'altra la fa vedere.

E tu? Tu sei la prova vivente.

Ogni volta che un pullman parte per Lourdes, dice al mondo: lei non è in una tomba.
Ogni mano nell'acqua della Grotta lo dice.
Ogni ginocchio sui sassi del Podbrdo lo dice.
Ogni nonna col rosario in mano davanti alla Cappellina delle Apparizioni sta facendo teologia dogmatica — senza saperlo, e meglio di tanti professori.

Tu non hai studiato. Hai fatto di più: ci sei andato. E andando hai capito, coi piedi, quello che oggi la Chiesa festeggia con le parole: che il Cielo non è chiuso a chiave. Che una Madre, da lassù, può ancora scendere le scale.

E scende. Da duemila anni non fa altro.

Buona Assunta. Non è la festa dei teologi.

È la tua.

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