La Polonia è una delle terre più sante d'Europa. Nel Novecento ha dato alla Chiesa cattolica tre figure che hanno cambiato il mondo: Karol Wojtyła, nato a Wadowice nel 1920 e diventato San Giovanni Paolo II; Santa Faustina Kowalska (1905-1938), la giovane suora a cui Gesù apparve nel convento di Łagiewniki a Cracovia chiedendo che si diffondesse il messaggio della Divina Misericordia"Gesù, confido in Te"; San Massimiliano Maria Kolbe, il frate francescano che ad Auschwitz, il 14 agosto 1941, offrì la propria vita per salvare quella di un padre di famiglia. Tre santità diverse — un papa mistico, una monaca visionaria, un martire — tutte nate nella stessa terra. A questi tre nomi si aggiunge la Madonna Nera di Częstochowa, l'icona custodita nel monastero di Jasna Góra che i polacchi chiamano Regina della Polonia, veneratissima da oltre seicento anni. Un pellegrinaggio in Polonia attraversa tutti questi luoghi: Cracovia e la sua cattedrale sul Wawel dove riposa Giovanni Paolo II, Wadowice e la casa natale di Karol Wojtyła, Łagiewniki e il santuario della Divina Misericordia, Częstochowa e la Madonna Nera, Auschwitz e il Block 11 dove morì Padre Kolbe, fino a Kalwaria Zebrzydowska con la sua Via Crucis monumentale nei boschi.

In questa sezione raccogliamo le storie di chi è stato in Polonia: pellegrini arrivati a Łagiewniki per l'ora della Misericordia delle 15:00, entrati in ginocchio nella cappella della Madonna Nera a Jasna Góra, scesi nel silenzio del Block 11 di Auschwitz, commossi davanti agli oggetti di famiglia del piccolo Lolek a Wadowice. Racconti di incontri con le guide locali — Agnieszka, Małgorzata, padre Marek — che hanno conosciuto personalmente Giovanni Paolo II. Testimonianze di pellegrini italiani che in quella terra hanno trovato una fede più solida, un perdono più largo, uno sguardo nuovo sulla Storia del Novecento. La Polonia non è solo una destinazione religiosa: è un luogo dove il XX secolo parla ancora.


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