Collevalenza è un piccolo borgo dell'Umbria, in provincia di Perugia, a pochi chilometri da Todi. Qui sorge il Santuario dell'Amore Misericordioso, uno dei luoghi di pellegrinaggio più intensi d'Italia — spesso chiamato "la Lourdes italiana" per le piscine e l'acqua benedetta che molti pellegrini testimoniano come strumento di grazia. A volere il santuario fu una monaca spagnola, Madre Speranza di Gesù (1893-1983), al secolo Maria Josefa Alhama Valera, fondatrice della congregazione delle Ancelle e dei Figli dell'Amore Misericordioso. Arrivò a Collevalenza nel 1951, guidata — raccontò sempre — da una chiamata divina. Nel 1960, durante gli scavi per la costruzione della Basilica, fu scoperta una sorgente a 122 metri di profondità: un'acqua purissima, a temperatura costante di 22°C tutto l'anno, con una composizione chimica sorprendentemente simile a quella del liquido amniotico. Madre Speranza aveva previsto quella scoperta con anni di anticipo. La Basilica fu consacrata nel 1965. Papa Francesco beatificò Madre Speranza nel 2014. Oggi il suo corpo riposa nella cripta del santuario, dove ogni giorno arrivano pellegrini con ferite che la medicina da sola non sa trattare.
In questa sezione raccogliamo le storie di chi è stato a Collevalenza: pellegrini arrivati con situazioni che avevano smesso di sperare — malattie gravi, infertilità lunghe, lutti che spezzano, risvegli attesi in corsia — e tornati a casa con una strada davanti. Racconti di persone come Anna e Marco, che dopo anni di tentativi hanno accolto la vita; Maria e suo nipote Matteo, che ha portato nonna alla sorgente; Andrea, risvegliato dal coma mentre sua madre pregava alle piscine; Paolo, guarito da una diagnosi che non lasciava scampo. Storie di Basilica, di cripta, di piscine, di acqua bevuta al Pozzo dell'Amore Misericordioso con una fotografia tenuta stretta in tasca. Collevalenza non fa miracoli su richiesta: offre una compagnia dentro la fatica.