

Cuore spirituale del Santuario, nel centro della grande spianata che può accogliere 300.000 pellegrini.
La Cappellina sorge esattamente sul luogo dove la Madonna apparve ai tre pastorelli per la prima volta il 13 maggio 1917, e in altre cinque apparizioni dei mesi successivi.
Costruita nel 1919, fu fatta saltare con la dinamite nella notte tra il 5 e il 6 marzo 1922 da un atto vandalico, e ricostruita nel 1923.
Custodisce sull'altare la celebre Statua di Nostra Signora di Fatima, scolpita nel 1920 dall'artista portoghese José Ferreira Thedim secondo le indicazioni dirette di Suor Lucia.
La statua è alta 104 cm, in legno di cedro brasiliano, raffigurata su una nuvola con vesti bianche orlate d'oro.
Sono previsti la recita del Rosario in più lingue e un momento di preghiera prolungato. La struttura, aperta sui lati, permette ai pellegrini di sostare anche durante le funzioni.
Basilica neobarocca affacciata sulla grande Esplanada, con la torre campanaria alta 65 metri e il colonnato di 200 colonne sormontato dalla statua del Cuore Immacolato di Maria.
La prima pietra fu benedetta il 13 maggio 1928, la consacrazione avvenne il 7 ottobre 1953, e il titolo di Basilica fu concesso da Pio XII nel 1954.
All'interno, ai lati dell'altare maggiore, si trovano le tombe dei tre pastorelli.
Nella cappella laterale destra riposa San Francesco Marto, vissuto tra il 1908 e il 1919 e morto a soli 10 anni, traslato qui nel 1952.
Nella cappella laterale sinistra riposano Santa Giacinta Marto, vissuta tra il 1910 e il 1920 e morta a 9 anni, insieme a Suor Lucia dos Santos, vissuta tra il 1907 e il 2005.
Francesco e Giacinta sono stati canonizzati da Papa Francesco il 13 maggio 2017, in occasione del centenario delle apparizioni, e sono i più giovani santi non martiri della storia della Chiesa.
Sono previsti visita guidata e momento di preghiera.
Grande chiesa contemporanea dedicata il 12 ottobre 2007, nell'anno del 90° anniversario delle apparizioni, sul lato opposto della Cappellina rispetto alla Basilica del Rosario.
Progettata dall'architetto greco Alexandros Tombazis, è una delle più grandi chiese costruite nel XX e XXI secolo.
Ha una capienza di 8.633 fedeli seduti e una copertura senza colonne intermedie.
L'interno è dominato dal grande crocifisso in bronzo dell'artista irlandese Catherine Greene e e da un grande mosaico in foglia d'oro che raffigura la Gerusalemme celeste dell'Apocalisse.
L'architettura è volutamente sobria, in linea con la spiritualità di Fatima.
Sono previste una sosta in preghiera e la possibile partecipazione alle Messe internazionali.
Museo del Santuario di Fatima, all'interno del complesso.
Custodisce gli oggetti più preziosi legati alle apparizioni e al culto: gli abiti originali dei pastorelli, i doni offerti dai pellegrini di tutto il mondo, gli ex voto storici, i manoscritti delle apparizioni e la documentazione del Miracolo del Sole del 13 ottobre 1917.
Il pezzo più celebre è la corona votiva della Madonna di Fatima.
All'interno della corona è incastonato il proiettile estratto dal corpo di Giovanni Paolo II dopo l'attentato del 13 maggio 1981, lo stesso giorno della prima apparizione, sessantaquattro anni dopo.
Fu il Papa stesso a donarlo al santuario, attribuendo la sua sopravvivenza all'intercessione della Madonna di Fatima.
È prevista visita guidata.
Piccolo villaggio rurale a circa 2 km dal Santuario, dove nacquero e vissero i tre veggenti.
Si visitano la casa natale di Lucia dos Santos, conservata intatta come al tempo delle apparizioni, e la casa dei fratelli Francesco e Giacinta Marto, con la camera dove nacquero entrambi e dove Francesco morì nell'aprile 1919. Giacinta, portata a Lisbona per essere operata, morì lì nel febbraio 1920, lontana da casa.
Il percorso comprende anche il pozzo di Arneiro, dove avvenne la seconda apparizione dell'Angelo nel 1916, l'anno precedente alle apparizioni della Madonna, e la chiesa parrocchiale di Fatima, dove i tre pastorelli furono battezzati.
L'atmosfera è rurale e raccolta, immersa nel paesaggio degli ulivi.
Valinhos e Loca do Cabeço sono due luoghi naturali poco distanti dal Santuario, spesso meno frequentati ma di grande intensità spirituale.
A Loca do Cabeço, una piccola collina rocciosa, l'Angelo della Pace, o Angelo del Portogallo, apparve ai tre pastorelli nella primavera e nell'autunno del 1916, preparandoli all'incontro con la Madonna dell'anno successivo.
È qui che i bambini ricevettero per la prima volta la Comunione dalle mani dell'Angelo.
A Valinhos, su un pendio poco distante da Aljustrel, il 19 agosto 1917 avvenne l'apparizione fuori calendario della Madonna.
I pastorelli erano stati arrestati dal sindaco di Vila Nova de Ourém il 13 agosto e non avevano potuto partecipare all'apparizione mensile. La Madonna apparve sei giorni dopo proprio in quel luogo.
Oggi entrambi i siti sono segnati da statue commemorative e cappelle di pellegrinaggio.
Sono previsti una camminata nei luoghi e un momento di preghiera all'aperto.
Rito che si svolge ogni sera al tramonto nell'apposita area di accensione dei ceri votivi, accanto alla Cappellina delle Apparizioni.
È una delle tradizioni più sentite del Santuario. I pellegrini portano grandi ceri di cera bianca, alcuni alti più di un metro, acquistati nel Santuario stesso o portati da casa.
I ceri vengono bruciati davanti alla Madonna come offerta votiva personale o per intenzioni specifiche.
Il calore delle fiamme, il fumo che si alza e il silenzio dei pellegrini in preghiera ne fanno uno dei momenti di maggiore intensità della giornata.
La tradizione vuole che i ceri vengano poi fusi e l'olio così ricavato sia riutilizzato per le lampade della Cappellina.
Solenne processione che si svolge ogni sera, dopo il tramonto, sulla grande spianata del Santuario di Fatima.
La statua originale di Nostra Signora di Fatima viene portata in processione dalla Cappellina delle Apparizioni lungo il percorso processionale.
I pellegrini seguono la processione con candele accese, recitando il rosario e cantando l'Ave de Fatima in più lingue.
Al termine della processione, durante l'addio alla statua, chiamato Adeus, i pellegrini agitano i fazzoletti bianchi verso la Madonna, gesto diventato simbolo del pellegrinaggio a Fatima.
È prevista la partecipazione collettiva del gruppo, in un momento di forte emozione spirituale.
Capitale del Portogallo, città patrimonio UNESCO, affacciata sull'estuario del Tago. Questa visita è prevista quando l'operativo aereo prevede Lisbona all'andata o al ritorno.
È prevista una visita panoramica in pullman e a piedi della durata di circa tre ore, con sosta nei luoghi simbolo.
Ci concentreremo sul centro storico: Praça do Comércio affacciata sul Tago, l'Alfama, il quartiere più antico, salvato dal terremoto del 1755, la Cattedrale Sé patriarcale di Lisbona del XII secolo, il Castelo de São Jorge e i celebri miradouros, le terrazze panoramiche della città.
Proseguiremo verso la Chiesa di Sant’Antonio, costruita nel luogo tradizionalmente riconosciuto come la casa natale di Sant’Antonio di Padova, uno dei santi più amati della cristianità. Si entrerà nella chiesa e qui potremo concederci un breve momento di preghiera o riflessione.
Durante tutto il percorso, la guida locale condividerà storie, tradizioni e aspetti religiosi che rendono questa zona di Lisbona un luogo particolarmente significativo per chi intraprende un pellegrinaggio.
Seconda città del Portogallo, centro storico patrimonio UNESCO, distesa sulle colline che scendono verso il Douro.
Questa visita è prevista quando l'operativo aereo prevede Porto all'andata o al ritorno. È una visita panoramica in pullman e a piedi, della durata di circa tre ore, con sosta nei luoghi simbolo.
Si comincia dalla Sé, la cattedrale romanica del XII secolo, costruita come una fortezza sul punto più alto della città vecchia. Dal sagrato si apre la vista su tutto il centro storico, e da qui parte tradizionalmente il Cammino Portoghese verso Santiago de Compostela.
Scenderemo poi verso la stazione di São Bento, dove ventimila azulejos raccontano sulle pareti dell'atrio la storia del Portogallo, e verso la Chiesa di São Francisco, il cui interno barocco è interamente rivestito di legno intagliato e ricoperto d'oro: uno degli esempi più impressionanti di talha dourada in Europa.
Il percorso si chiude alla Ribeira, il quartiere sul fiume, e al Ponte Dom Luís I, il ponte in ferro a due livelli che unisce Porto a Vila Nova de Gaia. Se i tempi lo consentono, saliremo al belvedere della Serra do Pilar, da cui si abbraccia con lo sguardo l'intera città.
Durante tutto il percorso la guida locale condividerà storie, tradizioni e aspetti religiosi di una città che ha dato il nome al Portogallo stesso.