"Non Ero Sola": Giovanna in pellegrinaggio a Lourdes

Di: Riccardo

Aggiornato: 22 Ottobre 2025
4 minuti
Pellegrini in cammino verso la statua della Vergine Maria durante un intenso momento spirituale a Lourdes
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"Dopo la morte di mio marito pensavo che non avrei piรน trovato la voglia di vivere. A Lourdes ho sentito che non ero sola."

Queste parole di Giovanna, 65enne di Bari, racchiudono l'essenza di una trasformazione interiore che va ben oltre un semplice viaggio.

Quando il dolore sembra l'unico orizzonte

Il lutto รจ forse una delle esperienze piรน devastanti che un essere umano possa affrontare. Per Giovanna, la perdita del marito aveva creato un vuoto che sembrava impossibile da colmare, un'assenza che aveva risucchiato ogni colore dalla sua esistenza.

"I primi mesi dopo la sua scomparsa vivevo in una sorta di nebbia," racconta Giovanna con voce pacata ma ancora velata di emozione. "Mi muovevo come un automa, facevo ciรฒ che dovevo fare, ma dentro di me tutto era spento. Non riuscivo a immaginare un futuro in cui potessi tornare a provare gioia."

รˆ in questo stato d'animo che l'idea di un pellegrinaggio a Lourdes รจ entrata nella sua vita - non tanto come una scelta attiva, quanto come un suggerimento al quale, quasi per inerzia, ha deciso di arrendersi. "Un amico mi ha parlato di Bianco Viaggi con tale entusiasmo che, piรน per accontentarlo che per convinzione personale, ho accettato di partire."

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La Via Crucis: un cammino di accettazione fisica e spirituale

Uno dei momenti piรน significativi dell'esperienza di Giovanna รจ stato il percorso della Via Crucis sulla collina di Lourdes. "La Via Crucis sulla collina, nonostante la mia artrite, รจ stata possibile grazie all'aiuto del gruppo," ricorda.

Questa esperienza incarna perfettamente la duplice dimensione - fisica e spirituale - del pellegrinaggio. Da un lato, la sfida concreta di un corpo segnato dall'etร  e dalla malattia che affronta un percorso impegnativo; dall'altro, il simbolismo profondo di un cammino che ripercorre la sofferenza di Cristo, permettendo al pellegrino di integrare il proprio dolore personale in una narrazione piรน ampia e significativa.

"Ogni stazione della Via Crucis era come uno specchio in cui vedevo riflessa la mia sofferenza," spiega Giovanna. "Ma, stranamente, invece di aumentare il mio dolore, questa condivisione lo rendeva piรน sopportabile, quasi come se fosse stato distribuito tra tutti noi che camminavamo insieme."

Il ruolo determinante della guida nel vivere l'esperienza

"Elen, la nostra guida, ci ha fatto vivere Lourdes come un vero pellegrinaggio, non come turisti," sottolinea Giovanna con gratitudine. Questa distinzione tra turismo religioso e autentico pellegrinaggio rappresenta un elemento cruciale nell'esperienza di Lourdes.

Mentre il turista osserva, fotografa, passa velocemente da un luogo all'altro, il pellegrino si immerge, si lascia trasformare, permette ai luoghi sacri di parlargli a un livello piรน profondo. Elen, con la sua sensibilitร  e competenza, ha saputo creare le condizioni perchรฉ questo dialogo interiore potesse avvenire.

"Ci sono state occasioni in cui Elen ci ha portato in luoghi meno frequentati, in orari in cui potevamo viverli nel silenzio," ricorda Giovanna. "In quei momenti, ho sentito che Lourdes non era solo un luogo geografico, ma uno spazio dell'anima dove potevo finalmente affrontare il mio dolore senza esserne sopraffatta."

La compagnia come sostegno: l'esperienza comunitaria del dolore

Un aspetto fondamentale dell'esperienza di Giovanna รจ stato il senso di comunitร  vissuto durante il pellegrinaggio. "L'aiuto del gruppo" non si รจ limitato al supporto fisico durante la Via Crucis, ma ha rappresentato un sostegno emotivo e spirituale costante.

"Mi sono resa conto che non ero l'unica a portare un peso," racconta. "Ogni persona nel nostro gruppo aveva la sua storia di sofferenza, la sua ferita da curare. Paradossalmente, questa condivisione del dolore creava un senso di connessione che non avevo piรน sperimentato da molto tempo."

In un'epoca in cui il lutto tende ad essere privatizzato e nascosto, il pellegrinaggio offre uno spazio in cui il dolore puรฒ essere espresso e condiviso in modo autentico, senza la pressione sociale di "superarlo rapidamente" o di "mostrarsi forti". A Lourdes, Giovanna ha potuto essere vulnerabile senza sentirsi giudicata, ha potuto piangere senza doversi scusare.

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Bianco Viaggi: un'eccellenza riconosciuta

"La reputazione di eccellenza di Bianco Viaggi รจ assolutamente meritata! L'amico che me li ha consigliati aveva ragione," afferma Giovanna con convinzione. Questa testimonianza mette in luce come la scelta dell'organizzazione a cui affidare un'esperienza cosรฌ delicata e personale come un pellegrinaggio non sia affatto secondaria.

Ciรฒ che distingue un'agenzia specializzata in pellegrinaggi come Bianco Viaggi non รจ solo l'efficienza logistica - che pure รจ fondamentale - ma la capacitร  di comprendere la dimensione spirituale del viaggio, di rispettare i tempi e i modi di ciascun pellegrino, di creare un ambiente in cui l'esperienza religiosa possa essere vissuta in modo autentico.

"Ho apprezzato il fatto che ci fossero momenti strutturati e momenti di libertร ," spiega Giovanna. "Non mi sono mai sentita forzata in un programma rigido, ma nemmeno abbandonata a me stessa. C'era sempre qualcuno pronto ad ascoltare, a guidare, a condividere."

La scoperta piรน importante: non essere sola

"A Lourdes ho sentito che non ero sola." Questa semplice frase racchiude forse l'essenza piรน profonda dell'esperienza di Giovanna. Il sentimento di solitudine che spesso accompagna il lutto non รจ solo la mancanza fisica della persona amata, ma un senso piรน profondo di disconnessione dal mondo e dalla vita stessa.

La riscoperta di non essere sola si รจ manifestata per Giovanna a diversi livelli: la presenza degli altri pellegrini, l'accompagnamento attento della guida Elen, ma anche - e forse soprattutto - quella presenza spirituale che molti credenti sperimentano a Lourdes.

"Non si รจ trattato di un'esperienza eclatante o miracolosa nel senso convenzionale," precisa Giovanna. "รˆ stato piuttosto come se un muro invisibile che mi separava dal mondo si fosse gradualmente dissolto. Ho iniziato a sentire di nuovo di far parte di qualcosa di piรน grande, di non essere stata abbandonata."

Il ritorno a casa: quando il pellegrinaggio continua

Come per molti pellegrini, l'esperienza di Lourdes non si รจ conclusa con il ritorno a casa, ma ha continuato a influenzare la vita quotidiana di Giovanna.

"Tornare a Bari, alla mia casa vuota, non รจ stato facile," ammette. "Ma qualcosa era cambiato dentro di me. Non posso dire che il dolore fosse scomparso - e probabilmente non scomparirร  mai completamente - ma ora c'era anche altro. Una piccola fiamma di speranza si era riaccesa."

Questa trasformazione si รจ manifestata in piccoli ma significativi cambiamenti nella sua vita quotidiana: riprendere contatti con vecchie amicizie, iscriversi a un corso di pittura che aveva sempre rimandato, offrire il suo tempo come volontaria in parrocchia.

"Sono ancora in cammino," conclude Giovanna con un sorriso sereno. "Ma ora so che non sto camminando da sola. E questa consapevolezza fa tutta la differenza."

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